Assicurare la produzione globale di cibo

 

Dichiarazione scaturita dal Congresso:

“In the wake of the double helix: 

from the green revolution to the gene revolution”

(Sulla scia della doppia elica: dalla rivoluzione verde alla rivoluzione del gene)

Bologna, Facoltà di Agraria, 28-31 Maggio 2003

 

  

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        Nei prossimi 40 anni si prevede che la popolazione mondiale aumenterà di 4 miliardi e raggiungerà quindi i 10 miliardi. Oggi la malnutrizione affligge 2 miliardi di persone: l’attuale incremento annuale della produzione globale di cibo sarà quindi insufficiente per soddisfare i futuri fabbisogni alimentari.

All’inizio del ‘900, i genetisti italiani (Nazareno Strampelli e Francesco D’Amato) svilupparono nuove varietà di frumento che anticiparono la cosiddetta “green revolution” (rivoluzione verde), resa possibile soprattutto grazie ad una maggiore produzione di cereali e altre colture senza aumentare la superficie coltivata. Per raggiungere gli stessi risultati con le varietà e le tecniche colturali disponibili prima della rivoluzione verde, sarebbe stato necessario dissodare nuovi terreni per una superficie pari a quella dell’Europa, superficie che resta invece disponibile per la conservazione della biodiversità e per altri usi che contribuiscono a migliorare la qualità della vita.

Il premio Nobel per la pace Norman Borlaug ha affermato che, nonostante la rivoluzione verde abbia consentito di raddoppiare la produzione globale di cibo, un ulteriore raddoppio sarà necessario nei prossimi 30 anni. Per conseguire questo incremento, M.S. Swaminathan ha sottolineato la necessità di ricorrere ad un approccio olistico: utilizzare saggiamente le conoscenze scientifiche e le biotecnologie, unitamente alle risorse naturali, integrando la pratiche colturali con le istanze socio-economiche. Nelle considerazioni conclusive al suo intervento, B.S. Ngubane, Ministro delle Arti, Cultura, Scienza e Tecnologia del Sud Africa, ha affermato “… uniamo i nostri sforzi – i paesi in via di sviluppo e quelli sviluppati – per concretizzare le potenzialità delle biotecnologie e, più in generale, della ricerca in agricoltura, per gestirle in modo responsabile e sicuro onde assicurare la protezione della biodiversità e della salute. E’ necessario confrontarsi con coloro che protestano su base emotiva contro le biotecnologie, spesso sensibili solo ai propri timori più che al bene dell’intera umanità. In breve, l’Africa ha bisogno dei benefici sia della “green revolution” e sia della “gene revolution”.

L’aumento della produzione di cibo a beneficio delle popolazioni povere, specialmente in Africa, continente che non ha tratto benefici dalla rivoluzione verde, richiederà lo sviluppo e la coltivazione di nuove varietà. Questo rappresenta un obiettivo primario, ma sarà anche necessario orientare le politiche governative per superare problemi di infrastrutture, di mercato e di trasporti.

            Gli oltre 300 partecipanti provenienti da 45 nazioni hanno affermato la necessità di promuovere un rilevante incremento della produzione di cibo, assicurandone la disponibilità,   mediante pratiche colturali sostenibili e rispettose dell’ambiente, unitamente alla creazione di reddito per gli agricoltori poveri. A tal fine sarà necessario adottare un approccio multidisciplinare che richiederà:

 

      Come membri della comunità scientifica, confidiamo che l’adozione dei punti sopramenzionati possa facilitare il concretizzarsi dei benefici ottenibili dalle biotecnologie vegetali applicate all’agricoltura, favorendone l’armonizzazione con l’ambiente e la salute umana.

I partecipanti a questo Congresso si richiamano ai più alti valori etici in agricoltura e si impegnano ad identificare soluzioni per un’agricoltura sostenibile in grado di garantire l’approvvigionamento alimentare e tutelare il diritto alla libertà dalle carestie.

 

 

NORMAN BORLAUG, 1970 Nobel Peace Prize Laureate

Texas A&M University, College Station, TX, USA

 

MONKOMBU SWAMINATHAN, 1987 World Food Prize Laureate

The Swaminathan Foundation, Chennai, India

 

GURDEV KHUSH, 1996 World Food Prize Laureate

University of California, Davis, CA, USA

 

BALDWIN SIPHO NGUBANE, Minister of Arts, Culture, Science and Technology in South Africa

Pretoria, South Africa

 

PERE ARÚS, IRTA, Barcelona, Spain

LUIZ ANTONIO BARRETO DE CASTRO, CENARGEN/EMBRAPA, Brasil

ROGER BEACHY, Danforth Centre, St Louis, MO, USA

JOHN BENNETT, IRRI, Los Banos, Philippines

JEFF BENNETZEN, Purdue University, Lafayette, IN, USA

EUGENIO BENVENUTO, ENEA, Casaccia, Rome, Italy

ANTONIO BLANCO, University of Bari, Italy

STEVE BRIGGS, Diversa, San Diego, CA, USA

WILLEM BROEKAERT, CropDesign, Gent, Belgium

RONALD CANTRELL, IRRI, Los Banos, Philippines

LUIGI CAVAZZA, University of Bologna, Italy

PAUL CHRISTOU, IME, Fraunhofer, Germany

PAOLO COSTANTINO, University of Rome, Italy

PATRICK CUNNINGHAM, European Federation Biotechnology, Trinity College, Dublin, Ireland

TON DEN NIJS, Plant Research International, Wageningen, The Netherlands

DEBORAH DELMER, The Rockefeller Foundation, New York, NY, USA

CHRISTOPHER DOSWSELL, CIMMYT, El Batan, Mexico

GEBISA EJETA, Purdue University, West Lafayette, IN, USA

NOEL ELLIS, John Innes Centre, Norwich, UK

DARIO FRISIO, University of Milano, Italy

EMILE FRISON, INIBAP, Montpellier, France

MIKE GALE, John Innes Centre, Norwich, UK

CESARE GESSLER, ETH, Zurich, Switzerland

JIM GIOVANNONI, Boyce Thompson Institute for Plant Research, Ithaca, NY, USA

SILVANA GRANDILLO, CNR-IGV, Naples, Italy

STEFANIA GRANDO, ICARDA, Aleppo, Syria

ANDREAS GRANER, IPK, Gatersleben, Germany

EMANUEL GUIDERDONI, CIRAD, Montpellier, France

PERRY GUSTAFSON, USDA-ARS , University of Missouri, Columbia, MO, USA

TOM HASH, ICRISAT, Hyderabad, India

TIM HELENTJARIS, Pioneer Hi-Bred, Johnston, IA, USA

DAVID JAMES, HRI, East Malling, UK

DANIEL KAMANGA, AHBFI, Nairobi, Kenya

ANDRZEJ KILIAN, CAMBIA, Canberra, Australia

MAARTEN KOORNNEEF, University of Wageningen, The Netherlands

PETER LANGRIDGE, University of Adelaide, Australia

CARLO LORENZONI, University of Piacenza, Italy

MIROSLAW MALUSZYNSKI, FAO/IAEA, Vienna, Austria

DOMENICO MARIOTTI, CNR, Rome, Italy

LUIGI MONTI, University of Naples, Italy

MICHELE MORGANTE, University of Udine, Italy

MARIO MOTTO, Cereal Research Institute, Bergamo, Italy

MONTSERRAT PAGES, IBMB CSIC, Barcelona, Spain

ANDREW PATERSON, University of Georgia, Athens, GA, USA

ALESSANDRO PELLEGRINESCHI, CIMMYT, El Batan, Mexico

MARIO PEZZOTTI, University of Verona, Italy

RONALD PHILLIPS, University of Minnesota, St Paul, MN, USA

PRABHU PINGALI, FAO, Rome, Italy

ENRICO PORCEDDU, University of Viterbo, Italy

INGO POTRYKUS, ETH, Zurich, Switzerland

CALVIN QUALSET, University of California, Davis, USA

ANTONI RAFALSKI, DuPont, Wilmington, DE, USA

LUIGI ROSSI, ENEA, Rome, Italy

FRANCESCO SALA, University of Milano, Italy

FRANCESCO SALAMINI, Max Planck Institute, Köln, Germany

SILVIO SALVI, University of Bologna, Italy

SILVIERO SANSAVINI, University of Bologna, Italy

MIRELLA SARI GORLA, University of Milano, Italy

GIAN TOMMASO SCARASCIA MUGNOZZA, National Academy of Sciences, Rome, Italy

ALAN SCHULMAN, MTT Agrifood Research and University of Helsinki, Finland

OLA SMITH, Global Forum for Agricultural Research, Rome, Italy

ALLISON SNOW, Ohio State University, Columbus, OH, USA

CARLO SOAVE, University of Milano, Italy

MICHELE STANCA, Cereal Research Institute, Fiorenzuola d’Arda, Italy

MARK THOMAS, CSIRO, Adelaide, Australia

ATHANASIOS TSAFTARIS, University of Thessaloniki, Greece

ROBERTO TUBEROSA, University of Bologna, Italy

GIAMPIERO VALÈ, Cereal Research Institute, Fiorenzuola d’Arda, Italy

MASAHIRO YANO, Rice Genome Centre, Tsukuba, Japan

MARC ZABEAU, Flemish Institute for Biotechnology VIB, Gent, Belgium

ROBERT ZEIGLER, Kansas State University, Manhattan, KS, USA

 

            Il documento sottoscritto dai firmatari (relatori e presidenti di sessione del Congresso) non fa riferimento, direttamente od indirettamente, alle posizioni in materia delle rispettive istituzioni né delle istituzioni rappresentate dagli organizzatori del Congresso e/o alle posizioni degli sponsor.