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Appello per la sperimentazione in campo di
Organismi Geneticamente Modificati
(OGM)

(in calce l'elenco dei firmatari dell'appello)

    Dopo quasi 5 anni di ingiustificato divieto di sperimentare OGM in pieno campo, la competente Commissione  coordinata dal Ministero delle Politiche Agricole ha finalmente licenziato, in accordo con la normativa Europea 2001/18, il testo per i primi 9 protocolli per permettere alla Ricerca Scientifica Pubblica Italiana di lavorare come avviene in tutti i Paesi più sviluppati al mondo. Ancora una volta tali protocolli sono stati bocciati dal Ministero dell’Ambiente dove erano andati per un puro parere consultivo.
   
   Ancora una volta agli scienziati pubblici italiani viene vietato di studiare e conoscere le più moderne tecnologie della Genetica in Agricoltura come fanno tutti i nostri colleghi Europei.

    Ancora una volta le regole per lo studio in totale sicurezza degli OGM non valgono per la Ricerca  Pubblica Italiana nonostante che gli OGM siano considerati una opzione valida e sicura dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’Unione Europea, dalle Nazioni Unite, dalla FAO, da tutte le più prestigiose Accademie Europee e da due documenti sottoscritti da 21 Società scientifiche italiane in rappresentanza di 10.000 scienziati tra cui tutti i più prestigiosi studiosi italiani.

    Ancora una volta una coalizione di interessi commerciali che tutelano piccoli mercati locali, chiusi al confronto internazionale si sono coalizzate per avversare i progressi scientifici nel più totale disinteresse dei problemi di sicurezza alimentare italiani.
Queste stesse forze stanno ora aggredendo il meglio dell’Agricoltura di Alta Qualità italiana gettando discredito e falsi allarmi sui prodotti a Denominazione d’Origine Controllata simbolo del Made in Italy  esportato in tutto il mondo.
   
    Queste stesse forze hanno ritardato in maniera miope l’innovazione in Agricoltura mettendo la prima produzione agricola italiana, il mais, a fortissimo rischio dato che circa la metà del mais italiano non rispetta i parametri di sicurezza per la salute umana ed animale stabiliti dall’Unione Europea nella Direttiva 856/2005 che entra in vigore il 1 ottobre 2007.
   
    La Commissione Agricoltura della Camera, a presidenza Verde, ha paradossalmente chiesto che vengano innalzati i limiti Europei per la presenza di una delle più pericolose tossine presenti sul mais. Le fumonisine sono tristemente note per essere una causa diretta di tumori al fegato e di malformazioni del sistema nervoso centrale in quanto impediscono l’assorbimento di acido folico. L’acido folico è tra i pochissimi farmaci somministrati alle donne gestanti proprio perchè impedisce malformazioni del sistema nervoso dei neonati (spina bifida). Invece di chiedere che i maiscoltori italiani vengano messi nella condizione di produrre derrate alimentari sicure ed immuni da fumonisine si chiede che la sicurezza dei cittadini venga messa a repentaglio rendendo la legislazione italiana più permissive e tollerante di quella Europea. Contemporaneamente la coalizione capitanata da Coldiretti ha dichiarato guerra al Ministro de Castro, reo di non aver vietato lo studio degli OGM in maniera ideologica come avevano fatto i due precedenti titolari del Dicastero delle Politiche Agricole. Appare strano che nell’unica prova in pieno campo con OGM condotta in Italia negli ultimi anni siano stati ottenuti dei dati molto interessanti sulla riduzione nel contenuto di fumonisine nel mais OGM, ma che tali dati non sono stati divulgati. I dati ottenuti indicano, oltre ad aumenti di produzione del 40%, una riduzione di 100 volte nel contenuto di fumonisine nel mais da OGM rispetto ad un mais tradizionale.  
   
    L’opzione OGM si evidenzia quindi come una opzione potenzialmente vincente per gli agricoltori italiani e nutrizionalmente più sicura per i cittadini, ma l’impossibilità per gli Scienziati Pubblici italiani di studiare gli OGM in pieno campo senza condizionamenti e senza pregiudizi, come avviene in tutta Europa, lascia questa partita nelle mani di pochi politici legati ad interessi di categoria che hanno dimostrato scarsa attenzione per la sicurezza alimentare dei cittadini.

    Chiediamo quindi che gli agricoltori italiani che desiderano sperimentare gli OGM sui terreni di loro proprietà nel rispetto della Direttiva Europea 556/2003, come fanno i loro colleghi spagnoli su 70.000 ettari, tedeschi su 4.000 ettari e francesi su 40.000 ettari coltivati ad OGM, vengano messi nelle condizioni di farlo e che vengano erogati fondi competitivi per la Ricerca Pubblica Italiana per studiare a fondo l’impatto degli OGM nel contesto italiano.

    Roberto Defez - CNR - IGB, Napoli


Aderiscono all'appello:

Giorgio Benedek
Università degli Studi di Milano Bicocca
Edoardo Boncinelli
Istituto Scientifico dell'Ospedale San Raffaele, Milano
Giorgio Poli
Università degli Studi di Milano
Paola Vittorioso
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Mario Felice Tecce
Università degli Studi di Salerno
Dario Frisio
Università degli Studi di Milano
Luigi Bonizi
Università degli Studi di Milano
Brando Bonacini
Libera Associazione Agricoltori Cremonesi
Alessandro Vitale
CNR - IBBA, Milano
Edgardo Filippone
Università degli Studi di Napoli
Luigi Frusciante
Università degli Studi di Napoli
Gian Tommaso
Scarascia Mugnozza

Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL
Roberto Tuberosa
Università degli Studi di Bologna
Eugenio Benvenuto
ENEA - C.R. Casaccia, Roma
Giorgio Morelli
INRAN, Roma
Gian Paolo Accotto
CNR - Istituto di Virologia Vegetale, Torino
Nazzareno Acciarri
CRA - Istituto Sperimentale per l'Orticoltura, Monsampolo del Tronto
Chiara Tonelli
Università degli Studi di Milano
Michele Bellucci
CNR - IGV, Perugia
Tommaso Maggiore
Università degli Studi di Milano
Mirella Sari Gorla
Università degli Studi di Milano
Riccardo Velasco
Istituto Agrario San Michele all'Adige
Nadia Ficcadenti
CRA - Istituto Sperimentale per l'Orticoltura, Monsampolo del Tronto
Rosa Rao
Università degli Studi di Napoli
Paolo Parrini
Università degli Studi di Padova
Sergio Conti
Università degli Studi di Bologna
Giuseppe Frison
Casale Monferrato
Giuseppe Reforgiato Recupero
CRA - Istituto Sperimentale per l'Agrumicoltura, Acireale
Giuseppe Mandolino
CRA - Istituto Sperimentale per le Colture Industriali, Bologna
Donato Giannino
CNR - IBBA, Monterotondo Scalo
Francesco Cellini
Metapontum Agrobios, Metaponto
Michele Stanca
CRA - Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura, Fiorenzuola d'Arda
Elisabetta Mazzucotelli
CRA - Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura, Fiorenzuola d'Arda
Anna Maria Mastrangelo
CRA - Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura, Foggia
Maria Corinna Sanguineti
Università degli Studi di Bologna
Stefano Marchetti
Università degli Studi di Udine
Norberto Pogna
CRA - Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura, Roma
Tullio Labella
CNR - Istituto di Biochimica delle Proteine, Napoli
Gian Carlo Manicardi
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Marina Tucci CNR - IGV, Portici
Giuliano D'Agnolo
Istituto Superiore di Sanità, Roma
Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani (ANBI)

Monti Luigi
Università degli Studi di Napoli
Federazione Italiana Biotecnologi (FIBio)

Domenico Mariotti
CNR - IBBA, Monterotondo Scalo
Massimo Delledonne
Università degli Studi di Verona
Mauro Durante
Università degli Studi di Pisa
Rosario Muleo
Università degli Studi della Tuscia
Piero Morandini
Università degli Studi di Milano
Benedetto Aracri
AMBiotech S.r.l., Roma
Miriam Odoardi
CRA - Istituto Sperimentale per le Colture Foraggere, Lodi
Amedeo Pietri
Università Cattolica del Sacro Cuore
Antonio Mercuri
CRA - Istituto Sperimentale per la Floricoltura, Sanremo
Adriana La Volpe
CNR - Istituto di Genetica e Biofisica, Napoli
Teodoro Cardi
CNR - Istituto di Genetica Vegetale, Portici
Francesco Sala
Università degli Studi di Milano
Carlo Lorenzoni
Università Cattolica del Sacro Cuore
Angelo Porta-Puglia
Roma
Carputo Domenico
Università degli Studi di Napoli
Amedeo Alpi
Università degli Studi di Pisa
Nicola Pecchioni
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Mauro Cresti
Università degli Studi di Siena
Ida Ruberti
CNR - IBPM, Roma
Roberto Di Lauro
Università degli Studi di Napoli
Giorgio Bernardi
Stazione Zoologica Anton Dohrn, Napoli
Fabio Veronesi
Università degli Studi di Perugia
Associazione Ricercatori Nutrizione Alimenti (ARNA)

Società Italiana di Citologia

Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV)

Società Italiana di Tossicologia

Società Italiana di Patologia Vegetale (SIPaV)

Società Italiana di Scienze Veterinarie (SISVET)
Stefania Masci
Università degli Studi della Tuscia
Marika Intrieri
Università degli Studi di Firenze
Pierangelo Landi
Università degli Studi di Bologna




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